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Capri

Capri

Si capisce che questa non è una semplice terra emersa. Le frotte di turisti, i ferry che scaricano centinania di persone all’ora, gente che si accalca presso i servizi taxi, gli ingorgi di auto per le strette vie in ogni stagione, la collocazione nel Golfo, fanno capire la particolarità dell’isola.

Fama e scomodità si accompagnano, il turismo massivo e la ressa si oppongono come un filtro alla passione del viaggiatore, impone pazienza e apposita attitudine a chi vuole andare oltre e cercare gli spunti (superbi) che l’isola di Capri può dare. Lo stesso accesso alla Grotta Azzura prevede un’attesa in barca anche superiore all’ora, confidando che non ci sia troppa risacca che smonti a colpi di malessere l’entusiasmo.
Il giudizio inevitabilmente negativo sulla pressione turistica si attuenua per la dovuta indulgenza quando si sale al centro di Capri paese con la funicolare, veramente un colpo di magia che lascia ammirati. Trattasi di un impianto che ha la sua storia e tradizione, che ti teletrasporta in Piazzetta con eleganza e naturalezza. Se amate i luoghi raffinati e
famosi, ambientazioni di file e luoghi letterari, siete arrivati.

Anche la seggiovia di Anacapri niente male, una ripida ascesa al Monte Solaro da cui si domina il panorama ad angolo giro, consente di rifocalizzarsi sui sentimenti più eminentemente insulari, che competono al viaggiatore convinto.
A parte i Faraglioni, è notevole il giro d’orizzonte dominato ad est dalla penisola sorrentina, che si protende come una mano allungata, storica e geografica, riportandoci alla desiderata idea di insularità.
L’orologio solare che fa bella mostra di sè nel giardino panoramico si rivolge al viaggiatore con “cum solo sale et soli sile” (soltanto sale e sole, sii taciturno), ricordandogli la missione fatta di mari e di terre.
Studiare Capri direttamente dal pelo dell’acqua non è semplice causa il non facile acceso al mare da farsi tramite un mezzo nautico, non facile da noleggiare in stagione turistica. Pochi gli accessi più semplici, affascinante quello di  Marina Piccola, sul lato Sud dell’isola, accessibile dopo lunga discesa attraverso un percorso di scale, la “via Krupp” che parte dai Giardini di Augusto.
Un interessante accesso al mare è la baia, abbastanza ridossata, sotto il faro a SO dell’isola, Punta Carena, dove la risacca che sale lenta e consente un bell’ingresso in acqua con adeguato tuffo.
Il viaggiatore lotta combattuto tra il bello che Capri mostra in ogni suo angolo e l’elemento marino che proprio di ogni isola, come se qui l’insularità fosse celata non da fattori negativi, ma dalla sua estetica natura.
Capri è questa e va accettata. Forse non avremo controprova, non è evidentemente possibile rimuovere i rumorosi turisti lasciando come d’incanto i soli viaggiatori interessati all’armonia isolana, fatta di natura e opera dell’uomo.
In questo ipotetico caso forse ritroveremmo lo spirito speculativo che l’isola ha custodito nei secoli e che vorrebbe ancora preservare, espresso all’ingresso della Casa Rossa di Anacapri, laddove il viandante viene salutato con la scritta “Salve a te cittadino della città dell’ozio“.
Non è una deminutio piuttosto un attestato della sua sacralità insulare, inattaccabile anche dal mondo del glamour che pure a Capri tocca le sue vette.

Capri – Punta Carena
Anacapri – Casa Rossa